Il periodo che attende le imprese Italiane nelle settimane immediatamente successive alla riapertura del 4 maggio scorso, è, probabilmente, il più difficile da affrontare sia per le aziende che sono state “investite” dall’emergenza sanitaria e dalle immediate e tangibili conseguenze della chiusura obbligata del bimestre marzo/aprile 2020, sia per le aziende che, seppure non colpite o “sfiorate” marginalmente, si troveranno a doversi muovere in condizioni di mercato drasticamente mutate.

Gli imprenditori e il loro staff saranno chiamati a decodificare il futuro immaginando i cambiamenti che questa vicenda porterà al tessuto economico, ai mercati ed alle nuove esigenze dei clienti, anch’essi investiti dal problema sanitario/economico.

Dovranno effettuare un’approfondita analisi di scenario (SWOT analysis) per rivedere i punti di forza e di debolezza, le nuove minacce e le nuove opportunità del mercato,  modificando i propri parametri di rischio, operando politiche di approvvigionamento più prudenti ed oculate, altre cercheranno di capire quali saranno i settori a maggiore crescita sui quali potere puntare, anche riconvertendo la propria attività, cambieranno certamente anche i consumi dei clienti perché in tanti avranno minore capacità di spesa per effetto della chiusura di aziende, del ricorso alla cassa integrazione e dei licenziamenti che, inevitabilmente, verranno posti in essere come piani di difesa e protezione delle stesse.

A fronte di scenari così imprevedibili le imprese, mantenendo ovviamente quale obiettivo primario il profitto, dovranno adeguarsi giocoforza alle mutazioni intervenute durante il periodo di congiuntura sfavorevole; non farlo potrebbe far schizzare verso l’alto i principali indicatori della crisi mettendo in serio rischio la continuità aziendale.

Le macro aree su cui intervenire immediatamente per far fronte alle emergenze appena elencate saranno pertanto le seguenti:

  • 1) Adeguamento degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili.
  • 2) Rivisitazione del budget economico per il triennio 2020-2021-2022.
  • 3) Priorità e focalizzazione sulla finanza aziendale e i cash flow prospettici.
  • 4) Inserimento di un controllo di gestione.
Tutte queste attività saranno possibili ed attuabili per le grandi imprese, strutturate al meglio per far fronte alla complessità ed alle difficoltà degli strumenti da mettere in pista; per le medie, piccole e micro imprese, invece, si renderà necessario l’affiancamento di figure manageriali esterne all’azienda in grado di gestire e riorganizzare il cambiamento mettendo in pista strumenti e metodologie atte a far fronte il rischio di crisi con l’obiettivo di rilanciarle verso il cambiamento e il successivo sviluppo e consolidamento; in quest’ottica la figura del Temporary Manager “riorganizzatore dei processi” e “performance controller” si inserisce appieno quale risorsa dotata delle professionalità adeguate per affiancare l’impresa e l’imprenditore in questo mutato scenario accompagnandoli lungo il percorso della ripresa.